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Pdl, Bondi: ''Io coordinatore? Se me lo chiedono non mi sottrarrò'' 


Roma, 10 mar. - (Adnkronos) - Il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi (nella foto) si dice disponibile a ricoprire il ruolo di coordinatore del nuovo soggetto politico del centrodestra. "E' evidente che non mi posso sottrarre ora - dice in proposito - se lo vorrà Berlusconi e lo decideranno Fi, An e i partiti co-fondatori". Bondi ritiene superata la questione nata sulle modalita' di elezione del leader del partito. Alzata di mano o voto segreto per Berlusconi presidente? "No, non può interessare in alcun modo una diatriba che è superata dalla volontà di tutti di voler dare vita a un partito democratico, frutto della migliore esperienza delle forze politiche che contribuiscono alla realizzazione di questo traguardo storico".

Il coordinatore del Pdl anticipa poi quello che invece potrebbe essere il ruolo di Gianfranco Fini che definisce "uno dei leader del partito, indipendentemente dai ruoli istituzionali che momentaneamente riveste. Il suo ruolo politico sarà essenziale sia in Italia che nel Ppe. E io vedo molte analogie tra il nuovo partito che sta nascendo e la Democrazia cristiana del dopoguerra, nel suo periodo migliore, che coincideva con quello degasperiano, quando poteva contare su una classe dirigente numerosa e ricca di personalita' di prestigio".

Guardando all'opposizione invece Bondi è critico. "Quando D'Alema, pochi giorni dopo le dimissioni di Veltroni, afferma che 'il peggio è passato', e che con Franceschini si stanno superando le difficoltà, ho la conferma di una 'disumanità' nei rapporti interpersonali, che è diventato il tratto tipico della classe politica originata dal Pci".

Secondo il ministro dei Beni culturali "è forse inevitabile che la leadership del Pd passi definitivamente a un esponente di una tradizione diversa, erede del cattolicesimo democratico. Questo può rappresentare un passo avanti. Non penso percio' che il Pd possa tornare ad avere un segretario, sia pure rispettabile come Bersani, proveniente dalla storia del Pci". Nel commentare il profilo che Dario Franceschini sta cercando di attribuire al partito, Bondi osserva: "non credo che il nuovo leader del Pd sara' capace di innovare, come sarebbe necessario, rispetto all'esperienza di Romano Prodi o dello stesso Veltroni.

Intanto il ministro Bondi incassa, come possibile coordinatore del Pdl, il consenso del reggente di An Ignazio La Russa. "Ci saranno tre coordinatori", ricorda La Russa dicendosi favorevole all'ingresso nel 'triumvirato' dell'attuale del ministro dei Beni Culturali. Spiega il ministro della Difesa: "Se i coordinatori del Pdl indicati da Forza Italia fossero Verdini e Bondi, ne sarei felice perché sono persone che stimo".
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PDL: BERLUSCONI, TUTTO VOGLIAMO MA NON UN PARTITO DI NOMENKLATURA 

Roma, 10 mar. (Adnkronos) - "Noi vorremmo tutto, ma non certo un partito di nomenklatura...". Silvio Berlusconi conclude il suo intervento all'assemblea dei parlamentari del Pdl e sorridendo si rivolge cosi' con una battuta dal palco del teatro Capranica ai dirigenti di An e Fi seduti al tavolo vicino a lui.
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Associazione Nazionale dei Consumatori 

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Non ci resta che fare... Fare! 



La buona politica deve occuparsi delle risorse economiche e turistiche del Paese. Fare sistema per creare ricchezza e benessere.

Non ci resta che fare...

Fare. E' stata questa la parola d'ordine del convegno che si è tenuto nella sala congressi di Lauro.it alla presenza dell'armatore Salvatore Lauro, presidente del Consorzio Arcipelago Campano e dell'assessore al turismo della Regione Campania, Claudio Velardi. Presenti tra gli altri in sala il deputato Pdl Marcello Di Caterina e Gennaro Castiello, consigliere del Ministero per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi e tanti esponenti della società civile che hanno raccolto l'invito nato sul web.

Un incontro nato dal basso. Un altra provocazione "made in Facebook" che avverte l'esigenza sempre più forte di veder fare qualcosa di concreto per il territorio e l'economia della Campania. Una richiesta trasversale raccolta da Salvatore Lauro che ha saputo trarne spunto per dar vita a questi momento di riflessione.

Relazioni, network, condivisione di intenti e comunicazione. Tanti i temi trattati da operatori turistici e esponenti della società civile campana tra i quali Sergio Civita , Alfredo Giacometti, Sergio Fedele, Paolo Coppola, Gino Giammarino, Antonio Pariante che al di là del lamento generalizzato sulla crisi campana hanno sentito il dovere di fare proposte, tante e operative. Serve un'idea forte per riposizionare il territorio, ma anche tanti piccoli interventi per restituire la vivibilità compromessa da troppo mal governo. Uno su tutti restituire dignità al commercio e alle attività ricettive mortificate dai recenti interventi della sovrintendenza nel rimuovere i gazebo dei bar e ristoranti. Da un lato non si contrasta l'abusivismo dilagante del "made in china"; dall'altro è assurdo contrastare gli operatori commerciali che vorrebbero sfruttare le risorse naturali del territorio, il grande patrimonio di arte e di cultura che è la Campania.

Rispetto alle tante cose dette prima per post sul social network Facebook e poi nell'incontro, Lauro e Velardi hanno risposto con interventi che a diverso livello rappresentano delle proposte concrete. In questo spirito Lauro coglie nell'innovazione tecnologica, la possibilità di creare una web-tv, una piattaforma che dia voce alle sensibilità economiche e culturali più vive del nostro territorio e un software dedicato alla promozione e vendita delle nostre bellezze. Uno strumento di verità che mostra quanto di bello e di buono il territorio può offrire oltre lo stereotipo della crisi, dell'emergenza rifiuti. Un'attività innovativa che è stata messa su da Romaneapolis la piattaforma tecnologica e programmatica che offre sul web la vetrina di un territorio Roma, Napoli che meglio di altri rappresenta il Bel Paese. Ciò darà un impatto forte nel settore del turismo, un’enorme visibilità e credibilità a livello internazionale per il territorio e per il brand che portiamo all’estero - ha dichiarato Lauro – e la sinergia tra oltre 1000 consorziati, operatori del turismo, di Arcipelago Campano non è un esperimento ma la risposta ad un periodo di crisi in cui bisogna aggredire uniti il mercato e farlo attraverso nuove tecnologie.
Un tema quello dei rifiuti, che torna più volte nell'incontro e - spiega Velardi - che si supera nelle convenzioni dei mercati internazionali, chiedendo ancora a Berlusconi un intervento autorevole e plateale rispetto all'opinione pubblica mondiale. Occorre un riposizionamento del territorio che è possibile solo attraverso una comunicazione forte e capillare con i tour operator e i giornalisti stranieri ai quali va detto, mostrato e fatto vivere il territorio campano. L'occasione potrebbe essere la Borsa Mediterranea del Turismo a Napoli ad aprile per la quale Velardi si impegna a realizzare questo incontro tra Berlusconi e gli operatori turistici e dell'informazione stranieri.
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AN: 21 E 22 MARZO CONGRESSO PER CONFLUENZA IN PDL 

Roma, 10 feb. - (Adnkronos) - La direzione nazionale di An ha fisssato all'unanimita' per il 21 e 22 marzo il congresso per decidere sulla confluenza nel Pdl. Il reggente del partito Ignazio La Russa assicura che sara' una discussione "non preconfezionata, ma libera e aperta, perche' la confluenza di An nel Pdl dovra' avvenire con un congresso non di facciata".
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Pdl, La Russa: ''Trovato l'accordo sullo statuto''  

Milano, 31 gen. (Adnkronos) - "Abbiamo raggiunto una intesa sullo statuto mentre sui nomi ancora non si è deciso niente anche se quelli fatti, vale a dire Denis Verdini e Sandro Bondi, vanno benissimo". A sostenerlo è il reggente di An Ignazio La Russa, oggi a Milano nel corso di un incontro con i giornalisti, a proposito del 'triumvirato' di cui farebbe parte lo stesso La Russa, che affiancherà Silvio Berlusconi alla guida del Pdl.

"Avendo raggiunto una perfetta intesa sui principi dello statuto, dopo che si sono sentiti anche Berlsuconi e Fini a questo proposito, la Lombardia - sottolinea La Russa - parte per prima con una grande manifestazione domenica 8 febbraio cui seguiranno, nelle settimane successive, i congressi provinciali nelle 11 città lombarde, per poi arrivare a marzo al congresso nazionale di An durante il quale si deciderà la confluenza nel nuovo soggetto politico, Pdl".

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Pdl, partito sarà guidato da triumvirato Verdini, Bondi e La Russa 

Roma, 30 gen. - (Adnkronos) - Denis Verdini, Ignazio La Russa e Sandro Bondi(nella foto). Sono questi, a quanto apprende l'ADNKRONOS, i nomi dei tre coordinatori nazionali del Popolo della Libertà, che nascerà ufficialmente dopo il congresso fondativo del 27 marzo.

Sulla terna dei nomi si è arrivati dopo una lunga mediazione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale. Confermati quindi il coordinatore nazionale di Fi, Verdini, e il reggente di An, La Russa, a cui si aggiunge il ministro della Cultura, Bondi, già coordinatore nazionale azzurro fino allo scorso anno.

Silvio Berlusconi sarà il presidente del nuovo partito, ma verrà eletto e non proclamato per acclamazione. Nessuna carica formale invece per Gianfranco Fini, che vedrà però riconosciuto, al congresso, il suo ruolo di co-fondatore del Popolo della Libertà.
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Pdl, Verdini: "Già sul tavolo bozza statuto con regole chiare". La Russa: ''Parola chiave è condivisione'' 

Roma, 17 gen. - (Adnkronos) - "Il presidente Fini ha ragione quando chiede regole chiare e precise per garantire la massima trasparenza e democrazia all'interno del Pdl. Infatti, sono piu' di due mesi che ho consegnato una bozza di statuto agli amici di An, in particolare al reggente del partito La Russa. Si tratta di uno statuto largamente democratico che da' indicazioni precise sugli organi decisionali del soggetto unitario, con regole chiare, anche in riferimento al tesseramento. Il nostro obbiettivo e' rendere sempre piu' vicini gli elettori a questo grande progetto. Non c'e' nessuna pretesa ma questo testo rappresenta un'ottima base di partenza". Il giorno dopo il faccia a faccia a Montecitorio tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, il coordinatore nazionale di Fi Denis Verdini accoglie la richiesta di An di fissare nello statuto del Pdl regole chiare sul funzionamento per assicurare trasparenza interna e scelte chiave comuni, in vista delle prossime scadenze elettorali.

In un'intervista all'ADNKRONOS l'esponente azzurro spiega che da tempo via dell'Umilta' sta lavorando in stretto contatto con gli alleati per dar vita a un soggetto unitario che sia vicino alla gente e tenga conto dell'identita' e delle esigenze delle varie formazioni politiche che lo compongono a cominciare dai cosiddetti partiti minori che "hanno pari dignita' politica". Da qui l'invito a mettere da parte ogni polemica ed andare avanti "proseguendo insieme il lavoro avviato da tempo".

Con l'obbiettivo di portare a termine una road map entro il 27 marzo, data prevista per il primo congresso costitutivo del Popolo della Liberta'. Verdini ammette che c'e' stato "qualche difetto di comunicazione" ma ora si tratta di rimboccarsi le maniche e di procedere a passo spedito. Poi assicura: "Abbiamo tutte le carte in regola per celebrare il congresso entro il 27 marzo".

Se c'e' stato un ritardo nell'esame dello statuto -spiega Verdini- questo non e' dovuto a motivi particolari, ma al fatto che in questi mesi i partiti sono stati travolti da importanti scadenze elettorali, come le regionali in Abruzzo e quella che ci attende in Sardegna. Infatti, i vertici dei partiti, An ed Fi, compresi quelli piu' piccoli, sono stati coinvolti a livello centrale e regionale in numerosissimi incontri per la scelta dei candidati e la formazione delle liste per il voto in Abruzzo e in Sardegna. Puo' darsi -riconosce il coordinatore nazionale di Fi- che ci sia stato qualche difetto di comunicazione tra chi si e' occupato di questo delicato lavoro e i presidenti Berlusconi e Fini".

Verdini si rivolge ai cosiddetti partiti minori e assicura loro che saranno sempre coinvolti nelle decisioni importanti del Pdl: "In tutte queste giornate cosi' frenetiche i partiti minori sono stati sempre coinvolti. Ci puo' essere stato da parte loro qualche scontento dovuto solo alla precipitazione degli eventi nella formazione delle liste elettorali. Questo -spiega- puo' essere accaduto, ma le forze politiche piu' piccole sono sempre state coinvolte nella discussione. Occorre pero' ora fare regole precise e chiare anche con loro, che sono ugualmente importanti, al fine di creare degli automatismi e non delle continue discussioni".

Verdini si rivolge agli alleati ancora una volta: "Non facciamo polemiche, rimbocchiamoci le maniche. Il Pdl e' stato voluto innanzitutto dai nostri elettori con il voto dell'aprile scorso. Non dimentichiamoci che i cittadini ci hanno votato perche' noi dobbiamo riuscire finalmente, e lo stiamo facendo, a risolvere i problemi strutturali di questo Paese, a cominciare dalla necessita' di fare le riforme. Ora dobbiamo continuare a lavorare insieme come abbiamo fatto fino adesso".

Il coordinatore nazionale di Fi sottolinea che "sin dall'inizio, quando e' nato il Popolo della Liberta', ci siamo gia' dati delle regole. Abbiamo deciso insieme di garantire gli equilibri tra le varie formazioni politiche con la formula del 70-30%, che assicura equo trattamento politico anche ai partiti minori''.

''Il Pdl e' nato -sottolinea piu' volte Verdini- anche e in particolar modo per supportare l'azione di governo. Intanto -ribadisce- mettiamoci tutti attorno a un tavolo, continuiamo a lavorare per definire regole comuni e precise per rilanciare il progetto del Pdl, partendo proprio dall'incontro di ieri tra il presidente del Consiglio Berlusconi e il presidente della Camera Fini che hanno convenuto la necessita' di fissareuna road map".

Verdini non ha dubbi: "Abbiamo tutte le carte in regola per celebrare il 27 marzo il primo Congresso, ma siccome vengono coinvolte 6 mila persone, bisogna trovare il supporto logistico adeguato e questo potrebbe determinare un piccolo slittamento della data. In ogni caso -assicura- politicamente e' molto probabile che riusciremo a farcela e a celebrare il primo congresso a fine marzo".
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Pdl, patto Berlusconi-Fini: road map fino al 27 marzo 

Roma, 16 gen. (Adnkronos) - Qualcuno lo ha già ribattezzato il 'patto della spigola'. Due ore di faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, a Montecitorio, sono servite per un chiarimento politico dopo le tensioni degli ultimi giorni tra FI e An.

In particolare, i due leader hanno messo a punto una 'road map' sul Pdl da qui fino al 27 marzo, data ipotizzata per il primo congresso costitutivo del soggetto unitario del centrodestra. Fini e Berlusconi, riferiscono fonti parlamentari, avrebbero dunque convenuto di preparare una bozza di statuto che dovrà essere pronta in un arco di tempo ''brevissimo'' e che dovrà essere discussa prima della data del 27 marzo'', la cui ufficialità è comunque legata al concludersi e al buon esito della road map.

Il Cavaliere e il presidente della Camera hanno deciso che nello Statuto ci dovranno essere regole precise per il funzionamento del partito unitario e per garantirne la democrazia interna. Fini, riferiscono fonti a lui vicine, avrebbe sottolineato che lo statuto dovrà prevedere anche degli organismi e delle regole chiare di funzionamento, comprese le modalità di scelta dei candidati. L'auspicio è che il Pdl possa decollare: il tempo a disposizione fino alla fine di marzo sarà il banco di prova per la realizzazione di quanto concordato nell'incontro di oggi.

Per il presidente della Camera è stato un colloquio ''amichevole e utile''. I due leader si sarebbero lasciati con l'auspicio di sentirsi più spesso.

Durante il faccia a faccia non si è parlato di leadership e futuro ruolo di Fini nel Pdl. ''Il futuro di Fini nel nuovo soggetto unitario? Viene prima il futuro del Popolo della libertà'', sottolineano fonti della presidenza della Camera rispondendo a una domanda in proposito.

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TANTO LO SAPEVANO TUTTI. ORA RAGIONIAMO 

tratto da www.ilbrigante.com

Scopo di questo intervento è quello di produrre qualche considerazione politicamente significativa, e provare a prevedere qualcosa. Che il sindaco Iervolino faccia bene a trovare un modo dignitoso di lasciare, lo hanno detto i presidenti di entrambi gli schieramenti del Senato, il quotidiano “ la Repubblica”, e circa tremila tra opinionisti e politici. Non è significativo star qui a ripeterlo.
La sinistra ha fallito? Sembra evidente. Ma non perché ha dialogato con un imprenditore; poi i giudici diranno dove sono i reati. E non state lì a criminalizzare Alfredo Romeo. Perché di questi tempi, come vi siete trovati la Gregoraci regina dei salotti borghesi con l’anello di Briatore, così potrete scoprire l’immobiliarista candidato a presidente della Regione, chissà da chi e quando!

La sinistra paga le cambiali firmate tanti anni fa. Quando Berlusconi e Bocchino capirono che il mondo cambiava, e che se si voleva davvero vincere bisognava adeguarsi ai cambiamenti. Modificare assetti e strategìe. E modificare i partiti. La sinistra invece scese sui territori, e cominciò a fare alleanze col mondo che non cambiava. Col vecchio potere, quello dei notabili post democristiani, oggi Margherita, ed innamorati dell’antico. Della delibera garantita e che garantiva i piccoli gruppi di potere, del piacere clientelare, del pacco di pasta. Non a caso uno dei primi a cadere è stato Mastella, grande interprete di queste logiche. Se Berlusconi non interseca il territorio quando viene a Napoli, limitandosi a “volare sulle prefetture”, e scappando via dopo aver risolto il problema rifiuti, è proprio perché non vuole incontrare quel mondo. Lo stesso mondo che i comunisti volevano cambiare da Bordiga in avanti, passando per Togliatti e Praga, e che invece poi ha cambiato loro. Ed oggi le cambiali sono all’incasso. Il mondo globale, quello della MSC crociere, delle fusioni bancarie che Tremonti cerca di inserire nella rinascita della finanza mondiale, non riesce ad accogliere Cardillo che dichiara di “voler tornare agli studi ( ! )”, e Gambale che definisce “scema” il suo sindaco. Li respinge, ed i risultati sono sotto i nostri occhi.

Infine Bocchino. Vedrete, uscirà giudiziariamente illibato. Chi conosce le dinamiche di AN in Campania sa quanto Italo abbia provato a mettere i suoi sul territorio. La dichiarazione di sconfitta di codesta battaglia coincise con l’ abbandono del Consiglio Regionale, ed il rientro a Roma. Figuriamoci se chi non ha suoi uomini sul territorio, negli enti locali, può garantire chicchessia sulla presentazione o l’omissione di un emendamento. Via, siamo seri! L’errore di Italo resta politico. Dialogare con uno o più imprenditori, l’abbiamo detto, non è reato. Ma politicamente che senso hanno questi salotti capresi che calano poi sul territorio i fantasmi che corrispondono ai nomi di Carfagna, Velardi, Antonio D’ Amato, Profili, Villari? Quando Bocchino al congresso napoletano di AN del 2002 annunciò l’ appoggio a Muro, che poi vinse; definendo i vecchi missini come “piccoli gruppi oligarchici”, credemmo ad un cambiamento forse possibile. Ma oggi perché dobbiamo apprendere dai giornali di conversazioni e strategìe, che poi portano magari alla nomina di Villari? Qual’ è il ruolo delle classi dirigenti? Non è forse questa la riproposizione di neo- oligarchìe? Nessuno di noi a destra ha dubbi sulla pulizia di Bocchino. Ma se correggerà le strategìe politiche sarà molto utile a tutti. Come sarà utile una sinistra moderna, realmente progressista, meno innamorata del potere. Che riesca a far innamorare il suo popolo.

Salvo Iavarone
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ABRUZZO: QUAGLIARIELLO (PDL), CON CHIODI HA VINTO POPOLO DELLA LIBERTA' 


Roma, 15 dic. - (Adnkronos) - "In Abruzzo insieme al presidente Gianni Chiodi ha vinto il Popolo della Liberta'". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del PdL. "Dopo le elezioni del 13 e 14 aprile -prosegue-, noi abbiamo creduto nella strada intrapresa e siamo andati avanti. Gli elettori ci hanno premiato, perche' il dato che si sta consolidando attesta il PdL e le liste in transizione verso il PdL, i cui eletti confluiranno nello stesso gruppo consiliare, attorno al 46%, a fronte del 41,6% delle politiche e del 30% delle scorse elezioni regionali. Chi come il Pd ha scelto di tornare indietro, riproponendo una coalizione rissosa e succube di forze che disprezzano le istituzioni, e' stato sonoramente sconfitto''.

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